Il Decreto del MASE n. 26 del 23.01.2025 adotta l’Atto di indirizzo sulle priorità politiche del Ministero per l’anno 2025 e per il triennio 2025-2027Sono considerati gli obiettivi nazionali ed europei in termini di clima ed energia, individuate le priorità su PNRR e PNIEC, sicurezza energetica, decarbonizzazione e transizione energetica, sostenibilità e prevenzione dell’inquinamento atmosferico, economia circolare, prevenzione e mitigazione del dissesto idrogeologico, difesa del suolo, tutela della risorsa idrica e risanamento ambientale.
Le priorità politiche sono state definite in coerenza con il programma di Governo e, nello specifico, con il Documento di Economia e Finanza (DEF) 2024 e con il Piano Strutturale di Bilancio di medio termine 2025-2029, con il Piano nazionale integrato energia e clima trasmesso alla Commissione europea il 3 luglio 2024 (PNIEC 2024), con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) approvato il 24 novembre 2023, con gli obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’ONU con l’Agenda 2030 e richiamati in Italia nella rinnovata Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.
Il contenuto delle priorità è di seguito stralciato.
Priorità 1 – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e Piano nazionale integrato per l’energia e il Clima. Riguarda il PNIEC ed è rivolta allo sviluppo di misure per la riduzione dei consumi e delle emissioni nei settori legati agli impegni dell’Effort Sharing Regulation (ESR), ovvero in settori quali trasporti, civile, agricoltura, rifiuti e piccola-media industria. Quindi, oltre alle azioni di decarbonizzazione dei settori industriali energivori e termoelettrici secondo gli impegni dell’Emission Trading Scheme (ETS), “occorrerà agire diffusamente con misure adeguate anche nella riduzione dei consumi e delle emissioni carboniche del terziario, del settore residenziale e della mobilità attraverso un deciso shift modale verso il trasporto pubblico e la riduzione dei fabbisogni di mobilità”.
Priorità 2 – Sicurezza energetica, decarbonizzazione, sostenibilità e prevenzione dell’inquinamento atmosferico. L’incremento della diffusione dei sistemi di accumulo (elettrochimico ed idroelettrico a pompaggi) per il Mase hanno “grande rilevanza” per il raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica che renderanno possibile “un più ampio e flessibile sfruttamento dell’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici, eolici on-shore, eolico off-shore e dalle altre fonti rinnovabili”. E’ messa in rilievo l’importanza strategica dell’attività di permitting degli “impianti svolta dagli Uffici della competente Direzione generale, che ha ad oggi autorizzato impianti di accumulo elettrochimico per circa 3.900 MW di potenza ed ha in corso oltre 330 procedimenti, per una potenza complessiva di oltre 37 GW.”
Rappresenta una priorità per il Ministero per l’anno 2025 il raggiungimento della semplificazione delle procedure VIA ed AIA nel settore industriale. “Tale priorità dovrà essere attuata dalle strutture ministeriali in raccordo con la DVA e la Commissione VAS-VIA, la Commissione PNRR-PNIEC e la Commissione AIA-IPPC. Dovranno, quindi, essere individuate procedure di raccordo tra le Commissioni per tutti i procedimenti congiunti, ossia che rientrano nel campo di applicazione di entrambe le procedure per il settore industriale (Raffinerie, Centrali termoelettriche, Acciaierie a ciclo integrale, Impianti chimici, Piattaforme, Rigassificatori GNL, Centrali di compressione gas metano).
Inoltre, “nel corso del 2025 si proseguirà la concessione delle agevolazioni per lo sviluppo di impianti agrivoltaici e di configurazioni di autoconsumo singolo a distanza e collettivo, tra cui le Comunità Energetiche Rinnovabili, con l’obiettivo di concludere la realizzazione degli interventi entro le scadenze del 2026 previste dal PNRR per le due misure.”
Anche nell’ottica di accrescere la sicurezza energetica del Paese, particolare attenzione sarà rivolta allo sviluppo delle fonti rinnovabili, ivi incluso lo stoccaggio dell’energia, delle tecnologie di rete avanzate, dell’idrogeno rinnovabile e low-carbon, del biometano e dei combustibili e carburanti rinnovabili in generale, ivi inclusi gli e-fuels, nonché del nucleare e delle tecnologie per la cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2, in linea con quanto previsto dal Regolamento comunitario “Net ZeroIndustry Act” che assegna una priorità allo sviluppo di filiere industriali “Net Zero”.
Priorità 3 – Economia circolare. “Di particolare rilevanza è il tema delle Materie Prime Critiche (MPC), al fine di ridurre la dipendenza dall’estero ed individuare catene di approvvigionamento alternative a livello nazionale, da considerare anche all’interno della Missione 7 del Capitolo Repower EU.”
“Il Ministero si pone l’obiettivo del recupero del fosforo dai fanghi di depurazione e il successivo riutilizzo in agricoltura”. ”Verrà sviluppata una Strategia nazionale per la plastica, al fine di prevenire la dispersione delle plastiche, incentivare la raccolta delle varie frazioni, garantire il raggiungimento degli obiettivi europei di riciclo e favorire lo sviluppo tecnologico del riciclo meccanico e chimico delle plastiche. Verrà inoltre sostenuto lo sviluppo tecnologico della filiera delle bioplastiche.”
Priorità n. 4 – Tutela della biodiversità e degli ecosistemi terrestri, costieri e marini. “L’obiettivo primario è costituito dall’attuazione di una profonda riforma e innovazione della governance e del sistema di gestione degli Enti parco nazionale e della Aree Marine protette.”
”Significativo è l’intervento previsto nel PNRR M2C4 3.1 “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano”, finalizzato alla forestazione urbana e periurbana nelle aree vaste delle 14 Città metropolitane, con la messa a dimora di 4.5 milioni di alberi al 2024 e la successiva piantumazione nelle aree delle Città Metropolitane per almeno 3,5 milioni di alberi entro giugno del 2026, per la tutela della biodiversità e l’efficientamento dei servizi ecosistemici, per contrastare il superamento dei limiti d’inquinamento atmosferico, per agevolare l’assorbimento di CO2 e per mitigare gli effetti delle “isole di calore”, per migliorare la salute e il benessere dei cittadini.”
Priorità n. 5 – Prevenzione e mitigazione del dissesto idrogeologico, difesa del suolo, tutela della risorsa idrica e risanamento ambientale.
“Dovrà essere data completa attuazione al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, per dare seguito alla Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, approvato con decreto del Ministro n. 434 del 21 dicembre 2023. Invero, la prevenzione e la mitigazione del dissesto idrogeologico necessitano di un’organica politica nazionale di salvaguardia del territorio e di prevenzione dei rischi, in una prospettiva di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. È necessario un quadro normativo stabile, di medio e lungo termine per le politiche e le misure climatiche: una legge per il clima, cui si aggiungono l’attuazione delle previsioni della Strategia Nazionale per la Biodiversità per le sue ricadute in termini di mitigazione e resilienza e le previsioni della Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.”
Priorità n. 6 – Azioni internazionali per decarbonizzazione, la transizione energetica, ecologica e per lo sviluppo sostenibile.
“Le attività che seguiranno gli impegni assunti nell’anno di Presidenza italiana G7, costituiscono uno strumento di implementazione degli esiti della COP 28 di Dubai nell’ambito della decisione sul bilancio globale (Global stocktake), che ha tracciato un chiaro obiettivo comune prevedendo per la prima volta nella storia una data per la dismissione delle fonti fossili nel settore energetico per raggiungere emissioni nette zero entro il 2050, garantendo al tempo stesso un equo accesso a fonti di energia affidabili e sostenibili; la sicurezza energetica; l’accelerazione della net-zero Agenda a livello internazionale per limitare l’aumento della temperatura media globale entro 1,5°C e il rinnovato supporto ai paesi più vulnerabili nei loro sforzi di adattamento al cambiamento climatico.”
“Tra gli impegni adottati a livello G7 di competenza energia di principale rilevanza da assicurare in ambito internazionale, vi sono le azioni correlate all’abbandono del carbone non abbattuto entro il 2035, le iniziative e gli impegni correlati ai settori chiave tra cui l’energia da fusione, la riduzione delle emissioni di metano nel settore energia, il ruolo delle reti e delle soluzioni di stoccaggio per contribuire al perseguimento dell’obiettivo globale di triplicazione delle fonti rinnovabili entro il 2030 adottato nel corso della COP28”.
“Parallelamente le attività internazionali saranno dedicate a favorire l’implementazione di progetti settoriali di interesse strategico, tra cui quelli relativi all’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni previsto in ambito South2HCorridor tra Nord Africa, Italia, Austria e Germania. In tale contesto verranno svolte iniziative di carattere politico-istituzionale a livello ministeriale, e tecnico-specialistico con il coinvolgimento del settore privato.”
“Si menziona inoltre la partecipazione attiva alle attività internazionali finalizzate alla promozione dell’efficienza energetica, della decarbonizzazione di alcuni settori strategici come quello civile, e del ruolo chiave della pubblica amministrazione nel percorso di decarbonizzazione, che derivano dagli impegni assunti nel corso delle diverse iniziative multilaterali a cui l’Italia partecipa.”
Priorità n. 7 – Efficienza amministrativa, transizione burocratica ed educazione ambientale.
“L’Amministrazione dovrà proseguire nella sfida di mettere in campo strumenti idonei a garantire il raggiungimento dell’attuazione del PNRR. Oltre al programmato rafforzamento della struttura burocratica, è necessario intraprendere un cammino più spedito verso la digitalizzazione e la dematerializzazione della maggior parte dei processi in ottica di sistema integrato di sicurezza informatica anche a beneficio delle parti terze interessate.”

