TESTO UNICO RINNOVABILI

Il “Testo Unico delle Rinnovabili” (TU FER) – introdotto con il D.Lgs. 190/2024 “Disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili” e aggiornato dal decreto correttivo D.Lgs. 178/2025 – entrato in vigore l’11 dicembre 2025 – ha l’obiettivo principale di semplificare e accelerare la realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili. Un passo in avanti per provare ad avvicinare importanti obiettivi al 2030.

Il legislatore ha introdotto novità molto concrete per tre ambiti chiave della transizione energetica.

Fotovoltaico: più semplice e veloce

Il nuovo quadro normativo punta a favorire soprattutto il fotovoltaico su superfici già antropizzate.

Le principali novità:

  • ampliamento degli interventi in edilizia libera (soprattutto su edifici e coperture)
  • maggiore chiarezza tra PAS e Autorizzazione Unica
  • iter più rapidi, con forte riduzione dei tempi autorizzativi
  • valorizzazione di aree industriali, parcheggi e zone già urbanizzate

Agrivoltaico: equilibrio tra energia e agricoltura

L’agrivoltaico è uno dei temi più delicati e regolati.

Cosa introduce il TU FER:

  • definizione più chiara di impianto agrivoltaico
  • maggiore controllo sull’uso del suolo agricolo
  • limiti legati alla SAU (Superficie Agricola Utilizzata)
  • criteri più stringenti per evitare consumo di suolo improprio

L’obiettivo è garantire che la produzione energetica sia compatibile con l’attività agricola reale, evitando speculazioni. Non basta installare pannelli su terreno agricolo: serve dimostrare la continuità dell’attività agricola.

Sistemi di accumulo: finalmente centrali

Una delle innovazioni più rilevanti riguarda gli accumuli.

Le novità principali:

  • riconoscimento normativo esplicito dei sistemi di storage
  • semplificazione delle procedure autorizzative
  • integrazione più facile con impianti esistenti
  • maggiore chiarezza per gli impianti stand-alone

Impatto pratico:

gli accumuli diventano parte integrante dei progetti, non più un elemento “accessorio”.

Il Testo Unico Rinnovabili va chiaramente nella direzione di facilitare il raggiungimento degli obiettivi PNIEC al 2030, ma con qualche limite da tenere presente.

Il PNIEC richiede una crescita molto rapida delle rinnovabili (soprattutto fotovoltaico ed eolico). Il decreto interviene proprio sui principali “colli di bottiglia”:

  • Tempi autorizzativi ridotti: meno ritardi nei progetti
  • Procedure semplificate (PAS, edilizia libera): più impianti realizzabili
  • Aree idonee: meno incertezza localizzativa
  • Accumuli: maggiore integrazione delle rinnovabili nel sistema elettrico

Servono più impianti installati in meno tempo, condizione indispensabile per il PNIEC.

Dire che “risolve tutto” sarebbe eccessivo. Restano alcune criticità:

  • attuazione regionale non uniforme
  • vincoli paesaggistici ancora rilevanti in molte aree
  • complessità sull’agrivoltaico
  • necessità di adeguare reti e infrastrutture elettriche.

Il rischio è che una parte dei benefici si perda nella fase applicativa.

Il decreto è un acceleratore importante, ma da solo non basta.

Il raggiungimento degli obiettivi PNIEC dipenderà da:

  • applicazione concreta delle semplificazioni
  • coordinamento tra Stato, Regioni e enti locali
  • sviluppo parallelo di rete e accumuli

Il Testo Unico è una condizione necessaria per il PNIEC, ma non ancora sufficiente da sola.

Di seguito link alla Gazzetta Ufficiale

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